Il 16, 17 e 18 giugno siamo state al Web Marketing Festival, un bellissimo evento che ci ha regalato tanta formazione e 4 tamponi positivi. Oltre ad aver decimato il nostro reparto di comunicazione tutto al femminile, i numerosi interventi del Festival ci hanno anche fatto riflettere su un tema sempre più sentito: l’accessibilità.

In Primo Round ci pensiamo già da un po’ e stiamo cercando, passo passo, di rendere la nostra comunicazione, i nostri eventi e i nostri servizi liberi dalle barriere architettoniche del digitale.

Vogliamo condividere con te cosa stiamo imparando: se abbiamo dimenticato o sottovalutato qualcosa, faccelo sapere. Ci contiamo! 🐷

Le parole: scrivi testi inclusivi, chiari e diretti

Partiamo dall’inclusività: stiamo leggendo moltissimo sull’argomento e il web è pieno di post, articoli e guide sull’uso del carattere schwa ad esempio. Ma non solo. Scrivere inclusivo è anche un esercizio per cambiare punto di vista e trasformare il proprio testo giocando con l’italiano.
✍️ Consiglio copy → Lasciati ispirare da una delle maestre del copywriting italiano, Luisa Carrada: leggi il suo articolo sulla scrittura inclusiva.
La scrittura che si serve del carattere schwa si sta diffondendo ma non è ancora percepita come normale dalla maggioranza delle persone. Quindi che si fa? Non dobbiamo aver paura di sperimentare. Senti un po’ cosa dice Vera Gheno (dal minuto 7:10 in poi, ma ti consigliamo di vederlo tutto appena hai tempo, anche perché rivaluta il concetto stesso di inclusività).
GUARDA IL VIDEO → Vera Gheno • TEDxFirenzeStudio | Brevissima storia dello schwa
Se ti sembra un’esagerazione, una forzatura o un cambiamento che si può anche rimandare, ti portiamo un paio di esempi personali.
  • Newsletter di benvenuto di una nota piattaforma di streaming. Header: “Caro Valentina…”
  • Newsletter di uno store online di abbigliamento. Oggetto: “Valentina, resta connesso…”
Bruttino vero? Tante persone si sentono così ogni giorno, comunicazione dopo comunicazione. Non rappresentate e prese anche un po’ in giro. Evitiamolo, basta curare qualche dettaglio con maggiore empatia!
Attenzione però: inclusivo non vuol dire per forza accessibile. La stessa schwa non viene letta dagli screen reader per esempio. Ne parliamo proprio adesso in tema di testi accessibili. Che vuol dire testo accessibile? Vuol dire alla portata di Teo che è dislessico e di Mariangela che ha un disturbo cognitivo. Pulizia! Togli quello che non serve:
  • scrivi frasi corte con parole semplici
  • sì ai punti elenco
  • aggiungi spazio bianco tra le righe
  • spiega gli acronimi poco conosciuti
  • posiziona bene i grassetti, senza esagerare
  • usa il corsivo con parsimonia
  • disattiva la sillabazione
  • evita i testi a blocchetto
Ah, sai che esiste un font studiato per le persone dislessiche? Ne parliamo più tardi nel paragrafo sulla grafica. Mario invece è cieco e usa uno screen reader. Se linko la parola “clicca qui”, secondo te, capirà su che pagina sta andando? Ti assicuro di no, perché ce lo ha raccontato di persona durante il suo intervento al Web Marketing Festival (Mario Barbuto è Presidente UICI, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). È un errore che abbiamo fatto anche noi negli anni, ora ci impegniamo a creare link che descrivano il più possibile la pagina a cui portano (e poi questo sta simpatico anche a Google!). Non dimenticare di aggiornare i contenuti datati: noi ci stiamo lavorando 👇
FOCUS → Event industry: articoli e news by Event Pills

I colori e la forma: rendere la grafica accessibile

Anche attraverso la forma grafica si può essere più accessibili: basti pensare a chi è daltonico, a chi ha disabilità visive o a chi soffre di epilessia.

Proprio a tutela delle persone affette da epilessia fotosensibile ad esempio, gli elementi dinamici nei siti non dovrebbero lampeggiare più di 3 volte in un secondo. Idem per chi è soggetto a ADHD: tutto ciò che si muove, si sposta o lampeggia per più di 5 secondi dovrebbe avere un comando per interromperlo o metterlo in pausa.

Materiale video: per i non udenti è importante prevedere sottotitoli in tempo reale e caricati in ogni media pre-registrato. Stesso discorso ma con le audiodescrizioni per non vedenti e ipovedenti.

Come per il testo, anche – e soprattutto – nella grafica less is more. Animazioni eccessive, basso contrasto tra i colori, font illeggibili: credici, sono fastidiosi per tutti gli utenti del mondo, non è solo una questione di accessibilità digitale!

 🎨 Consiglio grafico → Per tenere sotto controllo contrasti e leggibilità, ti consigliamo di consultare Adobe Color. È gratuito, intuitivo e molto utile per progettare contenuti accessibili.

Sempre al Web Marketing Festival abbiamo scoperto l’esistenza di un font per dislessici. In realtà una semplice ricerca su Google ci ha rivelato che ce ne sono diversi, ad esempio OpenDyslexic, EasyReading e Bianconero.

Tra i font più comuni, Helvetica e Arial sono quelli con la leggibilità migliore.

Così come la scelta del font, è importante anche impostare una giusta grandezza del testo (non troppo piccolo), l’interlinea (spazio tra le righe) e il kerning (spazio tra le lettere). Last but not least, i link: il colore non deve essere mai l’unico mezzo per identificarli, mantieni anche la sottolineatura.

Accessibilità siti web: non solo contenuti, ma anche struttura

La costruzione del sito contribuisce a una corretta accessibilità digitale: l’analisi dell’accessibilità però si svolge attraverso controlli manuali e semi-automatici, non è un processo che può essere affidato esclusivamente a un tool.

Quindi cosa fare? Come garantire accessibilità?

  • La navigazione deve essere fluida in tutte le pagine e soprattutto nei form, considerati spesso un punto critico
  • La compilazione dei campi deve essere il più possibile assistita da aiuti di completamento
  • I messaggi di errore devono essere chiari su cosa è andato storto e come si può rimediare. Idem per le pagine 404.

Sembra un’ovvietà, ma anche assicurarsi che gli elementi ricorrenti nel sito (il menù, il cerca, il login, ecc) siano disposti nella stessa posizione e con lo stesso ordine in tutte le pagine garantisce l’accessibilità digitale.

Parlando di codice invece, nel sorgente va verificata la corretta organizzazione gerarchica delle sezioni (H1-H6): non si devono mai saltare livelli, magari in favore di grafica! Sempre nel sorgente, un’altra operazione da fare è controllare che non ci siano link rotti o circolari.

C’è ancora un aspetto da considerare, le disabilità motorie. In questo caso intervengono sia strumenti fisici (tastiere più ampie o dotate di sensori, mouse specifici tipo joystick, ecc) sia la struttura del sito, che deve essere facilmente navigabile e compatibile con l’uso di emulatori di tastiera o altri ausili informatici.

 👾 Consiglio dev → Alt! Aggiungi l’attributo alt per descrivere tutte le immagini che usi per i tuoi contenuti. Per quelle decorative invece metti un alt vuoto (alt=””). 

Tieni conto che i contenuti devono poter essere interpretati da programmi, browser e tecnologia assistiva. La pulizia del codice, una navigazione intuitiva, l’attenzione al responsive… dettagli in grado di determinare se l’esperienza utente sarà frustrante o piacevole.

Ricorda che queste regole valgono anche per:

  • chi ci vede benissimo ma magari quel giorno ha la congiuntivite
  • chi ha un udito perfetto ma in quel momento i rumori ambientali hanno il sopravvento sul volume del dispositivo;
  • chi si trova con una mano occupata o ingessata mentre naviga;
  • chi ha avuto una giornata pesante o è rincoglionito a causa del covid (come noi) e non ha voglia di decifrare frasi intricate;
  • chi non è madrelingua e ha bisogno di tradurre – e comprendere – in modo agevole un testo importante.

Detto questo ti lasciamo una lista di link utili per entrare nel mondo dell’accessibilità digitale, studiarlo e metterlo in pratica. Per tutti.

🔗 Link utili e fonti

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